martedì 9 giugno 2026

Trash Girls, Garbage Society and Decay of Civilization

 



In questa società decadente già pregna di meticci, figli e figliastri da annegare in un pozzo o strozzare nella culla, la sporca ragazza dei bassifondi prende la corriera di primo pomeriggio. Ha appena diciott’anni e sul letto una schiera di teneri peluche.

Raggiunge il suo ragazzo, uno spacciatore esteuropeo giunto sino a noi mediante un giro di sifilitiche comunità. Ha il fegato marcio a causa delle birre economiche, è cocainomane e ha il riporto nei capelli, una macchia lucida color carne sbuca sgargiante dalla sua chioma, nascosta in malo modo. Ha il cazzo pieno di croste che sovente gratta come un orangutan e trasmetterà alla diciottenne molte malattie portatrici di prurito.

Ma lei prende la corriera, bambina in perizoma affascinata da questo sacco d’immondizia dalle fattezze umane. Si siederà nell’autobus in mezzo a un coacervo di razze che ricordano Babele, tra odori d’ogni tipo, provenienti da scarpe sudice a indumenti intrisi dal sudore di più giorni.

Prende la corriera perché lui ha più di vent’anni ma non ha la macchina, ha speso tutto in birre da poco e cocaina, scarto di una società decadente.

Eppure lei lo raggiunge, nell’appartamento dei genitori di lui, una stamberga fatiscente, covo di topi e scarafaggi ove regna l’olezzo di cipolla soffritta e natica sudata.

Aprirà le gambe e si farà scopare nel primo pomeriggio, affanno d’un naso saturo di cocaina e bocca lercia d’alcol.

È così che nascono i meticci, figli e figliastri, tra il cemento e la spazzatura, dalle puttanelle in fregola e i cani randagi.

I nostri bambini sono fiori di cristallo, lama di rasoio si abbatta, mutilando naso, guance e orecchie, deturpando il volto di coloro, che li abbandona nello sterco, come fu fatto con costei.

Parlo di Padri alcolizzati, sovrani di appartamenti dai muri scrostati. 

Madri troie e drogate, tossiche bavose che raggiungono gli operai di turno (All’alba, nel primo pomeriggio e nel cuore della notte) nelle fabbriche dove questi loro amanti lobotomizzati massacrano il proprio corpo, smarrendo il senno e la nozione del tempo, pur di racimolare da loro, servendosi di disgustose moine, qualche spicciolo e una dose di sperma; allontanandosi poi (le troie tossiche madri di cucciolate innumerevoli di meticci, nidiate viscose di figli e figliastri) tutte contente nelle loro Nissan prese a rate infinite che non finiranno mai di pagare.

Nessuna fortezza è ormai inespugnabile.

Nessuna lama abbastanza affilata.

Scintillio del tirapugni nella notte.

Tuono di proiettile, stella di fuoco purificatore.

Unico antidoto a questo veleno.

La civiltà affoga, come un gattino chiuso in una busta, annegato in una fontana pubblica.

Davide Giannicolo



Nessun commento:

Posta un commento