venerdì 8 maggio 2026

Shaboo

 


Una coltellata a quattro brutti ceffi sotto al palazzo silenzioso nel primo pomeriggio.

Ching Shih, dopo una pompa, mentre rovistavo nel suo pelo nero, mi ha venduto lo shaboo.

“Tanto la gente non capisce un cazzo e vive nel totale nichilismo! Perché non posso affittare una pistola come Adriano ha noleggiato la sua Cupra, dopo aver fatto abortire la cicciona? Magari è proprio nel suo cruscotto che la nasconderò. D’altronde anche lui è sul libro paga di una gang di Cinesi.”

Nessuno sa del drago che divora il mio cervello, del sonno che mi fa dimenticare i sogni e sogni tatuati e i colpi di coltello.

Priva d’azione ogni mia mossa diviene un fumo porpora. Dietro ogni serranda chiusa, sotto le insegne rosse, si nasconde un leone di carta.

Shih Ching nel suo salotto, tra paraventi laccati con uccelli azzurri e sontuosi servizi in porcellana, mentre apriva il suo kimono di seta e rovistavo nel suo pelo nero, mi ha trasmesso la scabbia e mi ha venduto lo Shaboo.

Un incantesimo simile ad un tuono che tinge di blu ogni mia movenza. Mi sembra ovvio girare adesso all’ombra dei palazzi, nel primo pomeriggio e tra i negozi di Kebab, con un coltello in mano. Mi sembra ovvio fare tutto ciò che sto facendo fino a che non mi scoppierà una vena.

Nessuno sa del drago che divora il mio cervello, del sonno che mi fa dimenticare i sogni e delle nuvole di sangue.

Pavoni smaltati d’oro, delicatamente incastonati di diamanti si posano sulla mia lama, dopo aver volteggiato in un volo maestoso nel cielo turchese, che sembra fatto di velluto.

Il sole mi acceca ed imbrunisce le mie carni, molto meglio la penombra e i bianchi finimenti del salotto di Ching Shih, dove ogni cosa s’obnubila perpetrando la catarsi di un sofisticato gioco di luci.

Dietro le serrande chiuse, sotto insegne rosse incise con ideogrammi incomprensibili, sagge dame mummificate, nel silenzio mesto e innaturale d’un pomeriggio di morte, praticano l’I Ching.

Libro dei Mutamenti, nessuno è degno del destino.

Nessuno sa del drago che divora il mio cervello, del sonno che mi fa dimenticare i sogni, dei colpi di coltello e dei petali d’acciaio.

Il libro dei mutamenti riposa, con le sue obliate profezie, tra le ombre di un soggiorno dall’antico arredamento, nella mia casa natale, ormai da troppi anni vuota di me.

Nessuno sa delle nuvole di sangue e del gelido alito d’una fiamma innaturale.

Nessuno sa dei sogni tatuati e dell’immobile postura del leone inanimato dagli occhi spenti.

Il libro dei mutamenti brucia sulla banchina del porto mentre un membro delle triadi spara proteggendo un grosso affare di import-export.

Nessuno sa dello Shaboo, che Ching Shih mi ha procurato trasmettendomi la scabbia in una nuvola scarlatta. 

Aprendo lentamente il suo kimono innanzi a me, mostrandomi carni bianche come neve

rifulgente al chiaro di luna.

Non è pazzia, né vendetta né rancore.

È solo Shaboo.

Nessuno sa della seta dai ricami blu e oro che scivola sulla pelle denudata.

Il libro dei mutamenti sanguina sulle mie mani.

Oscuri tatuaggi.

Nessuno sa del mio coltello su cui si posano verdi piume di pavone.

Nessuno.

Davide Giannicolo


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