Notte di sonni agitati.
Di sogni rubati a un passato remoto che mai più tornerà.
Alba di fabbrica,
livida,
ammantata di rumori e follia.
Prigionia,
ove sopravvivere cancellando la propria identità.
Grigio carcere del sogno,
realtà e fantasia non si distinguono più,
avvinte come un cilicio rostrato
alla mortificazione delle carni.
Sonni agitati,
la stanza affollata di spettri che soffoca il petto.
Giorni vuoti,
che non riempiono neanche le notti
di sogno,
di speme,
di vaga,
seppur lieve ambizione.
Davide Giannicolo
