sabato 26 settembre 2020

Evil Bokken Capitolo Ottavo: Una Morte violenta

 


Delle sagome scure entrarono nell’edificio cadente, avevano delle torce elettriche e armi da fuoco puntate nella direzione in cui facevano luce. Illuminarono dopo poco il corpo di Miura straziato, accoltellato a morte prima del loro avvento, la ragazza non era riuscita a sopravvivere come sperava il suo aguzzino, allora preso dal rancore l’aveva pugnalata più e più volte fino a renderla irriconoscibile.

Evil Bokken uscì immediatamente allo scoperto, incedendo lentamente dall’oscurità verso le luci elettriche che puntavano tutte verso il corpo della donna ormai spirata.

“Spero non sia stata la ragazza di nessuno di voi, in fondo è stato un vostro regalo, e io ne ho fatto l’uso che più ritenevo giusto, d’altronde, se qualcuno ha qualcosa da ridire...”

Nessuno fiatò mentre il folle ghignava soddisfatto cercando provocazione, un attimo dopo le torce furono offuscate da una sagoma enorme che entrava nella stanza fatiscente, un uomo gigantesco con in mano una spada lunghissima sulla cui lama spiccavano due punte laterali, uno spadone spezzalance, di mole immensa come colui che lo portava, il famigerato Asso Di Spade.

Filippo Vadi in un suo manuale di scherma diceva di tale arma che andava usata o in battaglia o in strada, nel medioevo, da solo contro tanti, come una grande galea contro piccole, fastidiose imbarcazioni. Nella battaglia di Lepanto Antonio Canale con quest’arma fece strage di turchi sul ponte di una nave Veneziana mutilandone a frotte con movimenti sapienti e tenendogli testa da solo. Era questa l’arma destinata a sopprimere un cane randagio come Evil Bokken. Un’esecuzione maestosa, come se egli fosse un orda e non un uomo solo, dunque onorevole, destinata a dargli un nome anche da morto. Un arma che doveva sottolineare la potenza della sapienza marziale italiana contro le stronzate giapponesi dei cartoni animati; principalmente, divertente a pensarsi, era proprio quella la premura del tradizionalista boss Fuocoefiamme.

“Avete portato un gigante e un enorme pezzo di ferro, bene, niente pallottole, volete un incontro.”

Non ci fu risposta, la massa enorme scattò in avanti, travolgente come la corsa di un rinoceronte, falciò un colpo dal basso verso l’alto, un sottano, in gergo schermistico medievale. Evil Bokken provò a parare ma la spada di legno si frantumò in mille pagliuzze e il suo corpo travolto dall’impatto venne catapultato all’indietro. Si schiantò con la schiena contro il muro con in mano solo il manico del Bokken disintegrato, sentì presto un calore disagevole all’inguine. La lama gli aveva reciso i testicoli, che già stavano sanguinando copiosamente, quando se ne rese conto avvertì nausea e stordimento, il cuore accelerò le sue pulsazioni, la testa faceva un gran male.

“Direi che sei finito, con un solo colpo, coglione!”

Fuocoefiamme si accese una sigaretta avvicinandosi al gigante che impugnava lo spadone, immobile, in una postura tramandata nei secoli.

“Decapitalo Asso Di Spade, e andiamocene tutti a casa, domani questo deficiente sarà solo una macchia  su questa parete di merda!”

Fuocoefiamme accennò una risata che venne immediatamente messa a tacere, in un istante fulmineo Evil Bokken era scattato e gli aveva piantato un coltello tra le costole.

Seguirono un paio di spari, che colpirono l’aggressore alle spalle.

“Voi mi fraintendete, credete che abbia uno stile o una disciplina da difendere, state facendo un gran casino...vedete...ho perso il duello ma ho spappolato il fegato del vostro stronzetto che vi paga lo stipendio.”

Evil Bokken e Fuocoefiamme erano a terra, il sangue scuro di entrambi, mal illuminato, si mescolava sul pavimento pieno di polvere e detriti in una scena dal lirico squallore.

“Questo figlio di puttana ha ancora la forza di parlare, e voi stronzi, vi ho detto che non volevo sparatorie né pallottole...”

Con un filo di voce, Evil Bokken sussurrò in risposta all’uomo a cui aveva appena pugnalato il costato:

“Anche tu come me, a quanto pare, sei caduto con un colpo solo, c’è sempre quindi un figlio di puttana più forte di te in giro da qualche parte, vero grande capo?”

La lama oblunga dello spadone si abbatté sul collo del farneticante Evil Bokken azzittendo prepotentemente il suo delirio, la testa venne recisa di netto rotolando accanto a Fuocoefiamme, che sveniva soddisfatto e sorridente.

Asso di Spade aveva compiuto il suo dovere, come al solito, era stata una lotta facile ed impari, forse un giorno avrebbe trovato anche lui un degno avversario, uno in grado di fargli sputare sangue, ma ormai, la ruggine cominciava a disseminare saggezza sulla sua lama.

Fuocoefiamme sputava materia organica:

“Sbrigatevi, portatemi dal dottor Azzeccagarbugli, se no nessuno pagherà questa cazzo di serata di merda, seppellite la puttana e mettete la testa di questo figlio di puttana su un palo fuori al tribunale, che tutti vedano che giustizia é stata fatta, in quanto a te Asso di Spade, potevi coprirmi meglio, i riflessi ti si stanno rallentando, ma è uguale, fa parte del mestiere, ti darò talmente tanti soldi che la spada te la fai d’oro...ora...da Azzeccagarbugli a farmi ricucire...presto...prestoooooo....”

Le schegge del Bokken infranto dall’acciaio di Asso Di Spade rimasero a marcire in quel posto dimenticato. Miura fu seppellita poco distante e la sua macchina bruciata. Fuocoefiamme rischiò la morte come già successo altre volte, ma sopravvisse e malconcio, pochi giorni dopo, rimirò la testa del teppista marcire in pieno centro senza che nessuno la toccasse, non riuscendo a impedire che questi però, pur essendo morto, diventasse una leggenda. Tutti in città, maneggiando un coltello o un arma da taglio, non potevano fare a meno di pensare al grande, unico, folle e senza scrupoli Evil Bokken.

Davide Giannicolo

Fine



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