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sabato 8 maggio 2021

Passeggeri

 



Siamo passeggeri di un treno che sferraglia inesorabile.

Intorno a noi si muovono fantasmi silenziosi.

Fuori dal finestrino vediamo passare paesaggi diversi, fatti di attimi, che vorremmo fermare dentro di noi, o quantomeno indugiare a riflettere su essi.

Ma i fantasmi intorno a noi ridono di questa nostra vaga sete.

Ci dicono coi gesti, poiché spesso sono muti e non per loro colpa, che è meglio lasciar correre il pensiero cedendo spazio all’azione.

Non vi è sosta su quel treno, meglio spaccare il vetro del finestrino con le nude mani, a rischio di rompersi le ossa e saltare giù da quella folle corsa.

Allora scoprirai che forse quel paesaggio che scorreva velocemente innanzi i tuoi occhi ipnotizzati dalla monotonia del viaggio probabilmente non esiste, così come i passivi fantasmi ospiti di quel treno da cui sei appena uscito.

Unicamente il sangue, la carne e il dolore sono reali, il resto è solo un inganno.


Davide Giannicolo

lunedì 20 aprile 2020

Pasolini

Pasolini non cresce mai, uguale a se stesso, come un eterno adolescente, i morti non rispondono, ma i morti intellettuali possono rispondere attraverso i loro scritti, un superlativo intellettuale, sempre ventenne, destinato alla morte violenta.
Un esteta succhia la giovinezza eterna come un vampiro attraverso i membri lisci di ragazzini pagati per farlo.
Pasolini condannava il consumismo e l’arrivismo, ma aveva grandi pretese, una giacca di pelle e una lussuosa automobile, spesso consumava mangiando bene in buoni ristoranti e aggirandosi come una iena nel mercato della carne, consumava, consumava e come Pasolini, solo che non voleva lo facessero gli altri. Comprava giovani ragazzi e li pagava con un piatto di spaghetti, oh Pasolini, De Sade e Lautreamont ridono di te, che non sei riuscito a uscire dalla fanciullezza e vivevi ancora con la mamma e le tue fantasie di frustrazioni antiche.
Divenire adulti equivale a uccidere i sogni, non lo sapevi? Te lo ha spiegato una mazza sul cranio, molto più vero e crudo del tuo onanista Saló.
Eri un coprofago, amavi la merda del popolo e mescolarti ad essa, mangiarla a grandi boccate insieme ai cazzi di quegli sporchi ragazzetti, perché questo ti faceva sentire grande, generoso, superiore, diciamoci poche cazzate, è inutile che Eduardo ti difenda da morto, lo faceva tanto anche il Ducasse ma aveva vent’anni meno di te e scriveva molto meglio. Ti affascinava il lato animale della vita, e lo hai scoperto, volevi distruggere, e sei stato distrutto, ovvio no? Che De Sade rida di te.

Davide Giannicolo