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venerdì 14 agosto 2026

In Sanguine


Disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che digitale il nuovo scritto Dark Fantasy di Davide Giannicolo:

In Sanguine

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Una storia violenta ambientata in un medioevo oscuro senza via di salvezza, una tragedia sanguinosa colma di passioni pericolose, amori passionali e sanguigni. Tra cavalieri dal volto mai svelato, vampire fatali e affascinanti e guerrieri barbarici assetati di sangue.


domenica 10 agosto 2025

Diario di un Cadavere

 


In questa landa che nessuno visita mai, sotto la quercia che affonda le sue radici nel mefitico terreno sconsacrato succhiando linfa nefasta, concimata dai morti abbandonati. Ai cui rami robusti penzolano dozzine di corde, sotto ciascuna di esse un impiccato langue nel terrificante abbandono della morte. In questo luogo desolato, solo il boia mette piede, neanche i becchìni osano farci visita, lasciando i nostri corpi appesi fino a che non divengono scheletri spolpati dai corvi.

Il boia vive in un capanno nel bosco poco distante, è un essere abbietto sia nel corpo che nello spirito, è sporco, dal volto sfregiato a cui qualcuno un tempo ha strappato via il naso con qualche attrezzo di tortura. Quando viene morso dal capriccio, favorito dall’estrema solitudine di questo luogo silente, ove si ode solo lo stridio delle corde, il frusciare delle foglie e l’ululato del vento, egli giunge al mio albero completamente nudo; si arrampica su una scala marcia, con l’aiuto di un coltellaccio arrugginito taglia la corda avvinta al mio collo, lasciando cadere pesantemente il mio corpo sulle foglie, senza curarsene minimamente, come se io fossi una bambola inerte e priva di valore alcuno. Approfittando delle mie già evidenti nudità e della mia totale incapacità di movimento mi possiede carnalmente, facendomi cose orribili, sussurrandomi all’orecchio atrocità indicibili, violando ogni orifizio e ogni intimità, dissacrando perfino la mia presunta morte. Sì, perché io sembro morta da settimane, ma in realtà, per chissà quale oscuro incantesimo malefico, io non lo sono, sono perfettamente cosciente durante questo suo stupro necrofilo, ma il mio corpo resta inerte, non riuscendo a muovermi né a proferire verbo sono costretta a subire le viscide spinte e gli affanni dal fiato nauseabondo di quell’uomo esecrabile. Quando infine ha scaricato dentro me il seme del demonio che striscia nel suo ventre, mi stringe una nuova corda al collo e con la forza di un bruto issa nuovamente il mio corpo sul ramo nodoso della quercia, al quale faccio da pendaglio fino alla sua prossima voglia.

Eterna solitudine compone i miei giorni tra questi morti impiccati, è quasi un anno che sono qui e non mi decompongo, il mio corpo resta florido e questo piace al boia, anche se l’ho visto giocare con altri cadaveri, con carcasse a cui già la carne putrida esponeva l’osso. Noi siamo i suoi balocchi e questo è il suo regno di follia. Il tempo sembra immoto ed eterno nei giorni normali, ma di tanto in tanto giunge un nuovo condannato, molta gente accorre dai villaggi vicini per godersi l’esecuzione, per me sembra un giorno di festa, non sopporto più questa solitudine.

Il mio ventre è gonfio e il Boia non se ne accorge, forse è distratto dai nuovi arrivati. Qualcosa si agita nelle mie viscere, sotto la luna piena, in una notte demoniaca ho capito di avere una vita scalciante dentro me.

Il frutto diabolico degli abusi del pazzo viene alla luce in una notte di luna piena, non vagisce, non urla, come fosse figlio della morte anch’egli. Assecondando uno stravagante prodigio si arrampica strisciando sul mio corpo nudo, avvinghiandosi avidamente alla mie mammelle, gonfie di un tetro latte cimiteriale e mortifero.

Pasce così la progenie mostruosa, è un maschio! Diviene sempre più alto e forte, giorno dopo giorno, nascondendosi tra le querce e all’ombra dei pini, scampando allo sguardo del boia.

Una mattina, ai grigi colori di un’alba autunnale, il piccolo giunse sotto il mio albero con in mano la testa recisa del boia, il padre degenerato era stato decapitato nel sonno, senza che neanche potesse accorgersi di avere un figlio, nato dal cadavere empio d’un’impiccata di cui aveva violato i resti.

“Mamma, è per te!”

Disse il mio bambino porgendomi la testa del boia che irrorava di sangue la terra dei condannati.

Spero che nessuno trovi il ragazzo nei dintorni, non capirebbero, in fondo è un’anima così innocente. Finirebbero per condannare anche lui, l’ultima cosa che vorrei è trovarlo qui di fianco al mio ramo, a penzolare insieme a me in questa eterna solitudine.


Davide Giannicolo

venerdì 1 marzo 2024

Specchio

 


Io sono la strada cattiva, irta di spine.

Ti condurrò all’inferno delle tue paure segrete, che non riuscirai mai ad affrontare, 

ove la porta è sempre aperta.

Io sono la lebbra che si affaccia nel tuo specchio, mostrandoti riflesso un’abominio aberrante e sfregiato dal peccato, 

in cui non vuoi ammettere di riconoscerti.

Sono inoltre il diamante che ti abbaglia, proveniente da una dimensione irraggiungibile; 

Lo stiletto che pungola la tua mente limitata, il veleno che instilla l’incubo nei tuoi inconfessabili rimorsi.

Non posso mentirti, così come tu non potrai ingannare te stesso in eterno.

Io sono la Verità 

e non v’è sottile trama 

che possa incatenare 

l’ineluttabilità del mio operato.

Aspettami o ignorami.

Il risultato sarà il medesimo.

Sempre.

Davide Giannicolo 

sabato 19 novembre 2022

Inferno sulla Terra


Dalle viscere sorge e infetta gli arti, gonfia il sesso nefasto, si arma di ferro. La purulenta anima s’agghinda di morte e cerca la tortura, con l’unico scopo di mortificare la carne. Si bea degli inermi in ginocchio, di dolore e seme incandescente li abbevera. Spezza le ossa, sputa veleno negli occhi, martirizza con la lama scavando fino agli organi. Inferno sulla terra, ieri come oggi, maschera chiodata, ruggine e carne spappolata. Coppa di sangue disseta dal rogo delle case intorno. Inferno sulla terra, urla strozzate, dominio, anima marcescente senza requie. Tormento interiore, lama che affonda, bocca che strazia, mazza che scempia, prole di morte.

Davide Giannicolo
 

venerdì 11 marzo 2022

Tradizione



Tradizional reazione di un nobile cuore

all’offesa s’oppone con la lama.

Avi d’un antico tempo

poco tolleranti verso oltraggio alcuno,

dimorano ancora,

fervidi e palpitanti,

mai sopiti, 

dentro me.

Davide Giannicolo

sabato 10 settembre 2016

Soliloquio



Sulla lama che sguaino
si posa sempre un fiore.

La delicatezza della morte
che squarcia i cieli dei millenni.

Come un tuono
nella notte di novembre.

Davide Giannicolo

domenica 4 ottobre 2015

Mazzafrusto




Io sono il mazzafrusto
e non v’è cosa innanzi a me
ch’io non devasti.

La mia eleganza è contusione
ma senza carne
io sono immobile,
inerte,
morto.

Mi nutro di collera,
ossa e midollo
ma senza carne calda a brandirmi
io 
non ho 
più 
vita 
alcuna.


Davide Giannicolo