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sabato 4 aprile 2026

Il tenero suicidio di un bacio adolescente

 


Quel noto sentimento che avvicina carne morta.

Un ciclo di illusioni che qualcuno sa gestire meglio.

Un solo, emblematico pensiero:

Non avrò perso troppo tempo ad apparire?

Gli effluvi di Marlboro e sangue nuovo.

Un folle desiderio che s’erge e prende forma.

Sotto il nero tessuto 

Freme la bianca pelle con i rossi ornamenti.

Segni d’amore,

Di un’adolescente furia.

Ti ricordi la mia bocca?

Di com’era bramosa e giovane?

Ti ricordi la pazzia di promesse indissolubili?

La vita ti convince con gli esempi.

Esempi che gelano,

Avviluppano,

Le fresche ali tranciano.

Caduto,

Sanguinante,

Giace l’angelo del sorriso sferzante.

Una triste malattia mi prese anni or sono.

Una triste malattia che mi uccise anima e corpo.

Davide Giannicolo 1997


mercoledì 19 ottobre 2022

1997

 


I Lanzichenecchi del mio tempo si erano trasformati in guerrieri urbani, vestiti di pelle, borchie e catene, storditi da canne di fumo.

Pronti ad andare in contro alla morte in uno scontro su un autobus notturno o sui binari di un treno metropolitano che sarebbe arrivato solo all’alba, perforando la notte, per salir sul quale, naturalmente, non avevano (avevamo) pagato il biglietto.

Nessuna ferita sulla pelle, nessuna contusione, avrebbe causato effetto su quei corpi nichilisti. Solo onore e bottiglioni di vino rosso da smaltire, insieme al dolore orgoglioso della lotta corpo a corpo.

Nulla ad ammansirli, tranne l’inebriante profumo della notte che come un fantasma aleggia anche nei più squallidi anfratti della metropoli impazzita.

Davide Giannicolo