Nell’aria ho carpito il profumo di cose del passato.
Ho provato dolore.
Dolore nel cervello che è sbocciato come un fiore.
Davide Giannicolo
Necromania e puro amore per decadenza e violenza, poesia oscura, lirismo licantropico, monumentali astrattismi sanguinari, danza di catene e rasoi al chiaro di luna, letteratura notturna, solinga, antintellettuale. Questo è il manifesto del porto dei misfatti, e i viandanti che vi entreranno sentiranno gelidi moncherini carezzare il loro volto, o sinuose sirene, il cui bacio sa di prostituzione e antichità.
Nell’aria ho carpito il profumo di cose del passato.
Ho provato dolore.
Dolore nel cervello che è sbocciato come un fiore.
Davide Giannicolo
Quel noto sentimento che avvicina carne morta.
Un ciclo di illusioni che qualcuno sa gestire meglio.
Un solo, emblematico pensiero:
Non avrò perso troppo tempo ad apparire?
Gli effluvi di Marlboro e sangue nuovo.
Un folle desiderio che s’erge e prende forma.
Sotto il nero tessuto
Freme la bianca pelle con i rossi ornamenti.
Segni d’amore,
Di un’adolescente furia.
Ti ricordi la mia bocca?
Di com’era bramosa e giovane?
Ti ricordi la pazzia di promesse indissolubili?
La vita ti convince con gli esempi.
Esempi che gelano,
Avviluppano,
Le fresche ali tranciano.
Caduto,
Sanguinante,
Giace l’angelo del sorriso sferzante.
Una triste malattia mi prese anni or sono.
Una triste malattia che mi uccise anima e corpo.
Davide Giannicolo 1997
Il trauma spadroneggia nel mio inconscio,
banchetta con le scorie della mente.
Cose che avrei potuto fare. Immobili ad aspettarmi in un ghiaccio malefico.
Parole che non ho mai detto, cucite come lepidotteri nella mia bocca ormai priva di fiato.
Paure malamente sopite.
Oltraggi mai lavati col sangue, la cui onta impunita m’addenta le costole.
Ferite lasciate a imputridire senza sanarsi.
Nostalgie consunte dal tempo come vecchie foto.
Sensazioni svanite in un deserto di nulla eterno, irrecuperabili.
Dormo,
ricercando una piccola morte,
poiché la vita m'è avversa.
Ma il trauma s’impadronisce anche del sogno.
È scaltro, si beffa di me, conosce ogni disarmo e colpo di punta.
Come un crossdresser si palesa disgustandomi ogni volta.
Altre volte appare come una baldracca di carne tremolante che scoppia d’opulenza, disfacendosi al mio tocco in un groviglio di vermi che rovina sul piancito della mia corteccia cerebrale.
Si veste di rabbia, rancore, lussuria, malinconia e suicidio itinerante.
Pregno di invisibilità, mai sazio di ricordo incompiuto e fallimento ancor rovente.
Muore e immantinente risorge, non ha voce.
Il trauma, giorno e notte, fustiga i miei neuroni.
Davide Giannicolo
Giro tra i palazzi e sono molto alcolizzato, questo è il mio videogame in cui sono autorizzato.
Incontro innanzi a me un uomo con siringa, faccio a pezzi carne e ossa con l’uso di una spranga.
Vedo ninja Turtle uscire dalla fogna,
l’asfalto,
di sangue,
si bagna,
spacco testa con catena
e faccio la mia scena.
È stato Nosferatu a mettermi nei guai.
Ma anche molti porno con Kailani Kai.
Certo non arretro alla presenza dei tuoi “Sai”.
Al centro del delirio metropolitano, suono elettro guitar in compagnia di un nano.
Questa è una triste storia a soli otto Bit in cui falcio molti ninja e rubo il loro kit.
Perché i ninja si sa rompono i coglioni
a quei ragazzi tatuati,
disagiati
che girano di notte pure un po’ borchiati.
Non c’è vantaggio welfare per la mia situazione
Nessuno qui si cura di disoccupazione.
Allora mi ritrovo col mio solito stile
Ubriaco e insanguinato in un sordido cortile.
Ingaggio nottetempo incontri clandestini,
perché è proprio così che si forgiano i destini.
C’è sempre una minaccia e qualche voltafaccia
ma in questo scorrimento del bene non c’è traccia.
Allora io mi schiero dalla parte dei vampiri e faccio danni seri in oscuri magazzini.
Rompo casse
ma non trovo monete,
gemme luccicanti né polli rinfrescanti.
Solo segatura che mi escoria senza guanti.
Zero Katana,
Zero censura,
affronto pure un monaco fresco di tonsura.
La cosa si fa grave quando arriva pure il boss
che ha proprio tutta l’aria di un’impiegato O.S.S.
È allora che capisco veramente d’esser stanco, di questa luna artificiale e del cielo pixellato.
Non sono un eroe ma soltanto uno sfigato.
Fuck the ninja in the city of my mind.
Fuck the ninja, every night and nevermind.
Ti saluta Nosferatu.
Game Over.
Davide Giannicolo