martedì 7 maggio 2024

Il ponte

 


Lì sotto il ponte dove cresce l’erba cattiva, rigogliosa e senza tempo.

Dove la ruggine sfregia i desideri.

Cancelli morti, defunti, abbandonati.

Lì sotto il ponte, ricordi dilaniati.

Nessun odore, men che meno un suono.

Immobile luce di sogno squarciato dal sole del primo pomeriggio di primavera. 

Lì sotto il ponte, squallido, diroccato, tra i ratti, s’aggira il fantasma inquieto della mia assenza.

Davide Giannicolo

A San Giorgio a Cremano.

venerdì 1 marzo 2024

Specchio

 


Io sono la strada cattiva, irta di spine.

Ti condurrò all’inferno delle tue paure segrete, che non riuscirai mai ad affrontare, 

ove la porta è sempre aperta.

Io sono la lebbra che si affaccia nel tuo specchio, mostrandoti riflesso un’abominio aberrante e sfregiato dal peccato, 

in cui non vuoi ammettere di riconoscerti.

Sono inoltre il diamante che ti abbaglia, proveniente da una dimensione irraggiungibile; 

Lo stiletto che pungola la tua mente limitata, il veleno che instilla l’incubo nei tuoi inconfessabili rimorsi.

Non posso mentirti, così come tu non potrai ingannare te stesso in eterno.

Io sono la Verità 

e non v’è sottile trama 

che possa incatenare 

l’ineluttabilità del mio operato.

Aspettami o ignorami.

Il risultato sarà il medesimo.

Sempre.

Davide Giannicolo 

martedì 30 gennaio 2024

Sinfonia del Ghetto

 


Sono risorto dal ghetto in sinfonia di p38.

Le mie armi da taglio, cicatrici d’orgoglio.

Son risorto dal ghetto, tragico rispetto.

Frantumi.

Ricordi.

Sevizie dell’anima.

Non sarò mai più lo stesso.

Davide Giannicolo


martedì 16 gennaio 2024

Gigante

 


Scusami se ho avuto paura, adesso so che sei stato tu stanotte.

Sono sempre stato fiero di te.

So che adesso sei tra i giganti, com’è sempre dovuto essere.

Hai combattuto bene guerriero.

Grazie per il tuo ultimo saluto.


Davide Giannicolo 

A Umberto


venerdì 12 gennaio 2024

Nerio

 


Oh Nerio

Ti ho cercato in ogni cimitero.

Sono arrivato fino a Messina

Con addosso pistola e anfetamina.

Oh Nerio 

Ho tante cose di cui parlarti,

Sono l’autore del Bacio Scarlatto,

E c’ero anch’io tra le corde del tuo basso.

Oh Nerio

Sapevo di non dover cercare.

Che il fascino delle tombe puzza di marcio e la verità uccide ogni magia.

Prevedevo la delusione.

Ma è meglio il dolore che segue al disincanto che l’oblio stralunato dell’illusione eterna.

Oh Nerio

I tempi sono cambiati, 

pupazzi di cartapesta ,

si sgretolano sotto il portone del tuo palazzo,

a qualsiasi ora del giorno e della notte 

e la cosa peggiore è che non li vedi più.

Oh Nerio;

Ti prego torna al cimitero,

Perché adesso mi sto innervosendo,

Ridammi l’ampolla magica della mia giovinezza,

O potrei non esser più una minaccia ma una certezza,

E non rispondere più di me.

Oh Nerio,

Sapevo di non dover cercare,

di tenermi i miei proiettili per me, 

ma son venuto fino a Messina 

con addosso pistola e anfetamina,

T’ho cercato in ogni cimitero

Poiché non ho che te.

E tra le tombe e le corde del tuo basso

non ho trovato altro che solitudine.

Davide Giannicolo 



giovedì 14 dicembre 2023

Kunai

 


Ti schiavizzo col Kunai. Così vedrai. Così vedrai. 

Sotto i ponti dei bassifondi, mi sentirai, mi sentirai.

La luna nascosta dalle scorie, griglie di cemento.

Sono puro come l’acciaio.

Sono nuvola di dolore.

Sì che vedrai, mi sentirai.

Nella notte rossa del Kunai.

Lanterna di peonie e tatuaggi, affilatura.

Mi sentirai, non mi vedrai.

Fantasma di vendetta e rancore.

Doppio drago, frusta di morte.

Scarlatta notte del Kunai, penetrazione, nessuna opposizione.

Stupro della carne.

Peonia scarlatta.

Non mi vedrai, così vedrai, non tornerai, mi sentirai.

Come la vergine dal velo bianco nella sua prima notte.

Sangue impuro nei bassifondi. 

Lanterna di peonie e drago.

Nuvola di sangue nella notte del Kunai.

Lama che penetra,

Affilatura.

Scarlatta peonia al chiaro di luna.

Stupro della carne.

Rugiada scintillante come l’acciaio, cuspide e tela di ragno riverberano il chiaro di luna.

Morte nei bassifondi, pozza di sangue sul sordido asfalto della metropoli perduta.

Seta, ossessione, tatuaggi e lama.

Davide Giannicolo


lunedì 13 novembre 2023

Istante

 


Era un istante di pace infinita, sospeso nel vuoto. 

Poi esplose, lieve come una bolla e non lo ritrovai mai più.

Nel labirinto spigoloso dell’eternità.

Davide Giannicolo