martedì 1 luglio 2025

Proditoriamemte




 Proditoriamente il Diavolo si intrufola nel campanile, massacrando il sagrestano a colpi di violino e cacofonia.

Proditoriamente il Diavolo s’acquatta nel fienile, sorprendendo la bella fattrice assopita sulla paglia, nel suo sonno di mezza estate.

Le solleva la gonna, le accarezza la pelle, con artigli affilati e leggeri come l’ombra d’un vigneto.

Tutto mentre il sole arde accecante nel cielo turchese, senza l’ausilio delle tenebre, come si crede erroneamente.

Impazziscono le cicale in un canto di afa e canicola, mentre il signore delle mosche piroetta beffardo nei campi bruciati dal sole o all’ombra dei palazzi di borghi deserti e silenziosi nel primo pomeriggio, in cerca d’un grottesco sollazzo.

Proditoriamente all’ora della controra, subito dopo pranzo, quando tu hai svuotato la tua bottiglia di vino bianco e ronfi nella camera in ombra cercando un filo d’aria, il Diavolo entra dalle finestre, si nasconde tra le scale, alita fuoco nefasto sul tuo volto come fosse il mantice d’un fabbro, t’osserva, ti fiacca, ghigna…sei suo!

Davide Giannicolo

A Edgar Allan Poe

mercoledì 4 giugno 2025

Decadenza d’estate

 


La peonia appassisce.

Il muro si scrosta.

Cedono le fondamenta.

Muschio sulle statue d’una antica casa nobiliare.

Il sole ferisce le membra.

Corpi come frutti marcescenti che cadono al suolo.

Sesso all’aperto.

Pesche troppo mature divorate dai vermi.

Vita finita.

Pelle fradicia di sudore.

Rantoli.

Eiaculazione.

Decadenza d’estate.

Villa diroccata.

Ubriachezza all’ombra di un pruno.

Vigne disfatte dagli insetti.

E io.

Ti spio.

Mentre ti chini.

Sognando la pineta 

che dà accesso al mare 

e il sogno del Mastino 

ormai morto.

La peonia appassisce come la mia verga.

Stanca e ributtante.

Nel profumato suicidio 

di tutti i sentimenti

quando mi svuoto dentro te.

Davide Giannicolo

martedì 20 maggio 2025

Tarda Primavera

 


Tarda primavera, un cadavere tra i fiori di campo.

Gialli riverberi di piante in germoglio.

Grappoli sanguinanti.

Marcescenza.



Tarda primavera,

uno scheletro tra le fronde spolpato da un viluppo verminoso, 

il frinire di una miriade di insetti,

grappoli sanguinanti.

Il silenzio, 

la morte,

in tarda primavera.

La carne putrefatta concima il terreno avido.

Timido sole, 

tombe a cielo aperto,

api giocose scavano gli occhi della carcassa abbandonata nel luogo solingo.

Tarda primavera, 

marcescenza che avanza, 

olezzo di verzura, 

alberi brulicanti,

luce abbagliante,

viscere scavate dagli stessi parassiti di sempre.

Grappoli scarlatti,

mirabili riverberi dorati tra gli specchi delle foglie.

Grappoli sanguinanti,

morte glauca, 

intrisa di odori…

Silenzio…

…e null’altro.



Davide Giannicolo

mercoledì 7 maggio 2025

Un Amore Estivo

 


Un amore estivo, 

in cui mi preferisti a un tizio inutile.

Il mio ego in frantumi e tu appartata con lui.

Un amore estivo,

bellissimi ricordi,

non per me.

Un amore estivo, 

lingua in bocca ai falò 

e sul mare nero 

le stelle divenivano lame scintillanti.

Un amore estivo, 

ora non soffro più. 

Provo solo rancore eterno 

e sdegno verso la tua fica slabbrata.

Un amore estivo, 

ora che non puzzo più di tana materna né di romanticismo,

non ti toccherei neanche con un uncino arrugginito.

Un amore estivo che non ricordi neanche più.

Mentre per me, 

sul mare nero,

le stelle divenivano dolorose lame 

dal meraviglioso scintillio.

Davide Giannicolo

domenica 4 maggio 2025

Katana Split


Katana Split , per regolare i conti.

Maschera di demone e mutilazione.

Tutto a poco prezzo, 

Questo è il mio dessert.

Katana Split in campagna ed in città, 

Firma killer chef da non dimenticare.

Morboso Tsujigiri,

Ferro attuo all’offesa,

Spargimento di sangue.

Vittima innocente?

Omicidio all’angolo di strada,

Agguato.

Katana Split, alone di mistero, 

tutto a poco prezzo, 

Soldi ed erezione.

Acciaio economico, 

facile da duplicare, 

Roba usa e getta 

di cui potersi sbarazzare.

Per soldi o per vendetta o per depravazione,

L’identità del demone si approprierà di te.

Katana Split non può mancare sul menù,

Taglio trasversale di cui sai solo tu.

Davide Giannicolo



domenica 27 aprile 2025

Demone Antico

 



Un Demone Antico. 

Le virtù dell’isolamento e della misantropia.

Nubi oscurano il sole nei dintorni del tempio.

Luna sanguinante, discepolo e maestro.

Vetusto Rituale nei sotterranei del castello.

Arcano Maggiore, bestia sopita.

Sigillo tramandato nei secoli, rubino scarlatto montato sull’oro.

Rancore, sangue, violenza.

Un Demone Antico, 

Sempre si risveglia, 

Nei secoli.

Taglio, 

contusione,

 pugnale, 

mazza, 

spada e catena.

Demone Antico.

Cripta sotterranea.

Tomba segreta.

Tarocchi.

L’ardore dell’anello ritrovato.

Demone Antico, 

mai domo, 

mai sopito, 

risorge.

Davide Giannicolo



domenica 13 aprile 2025

Cessi Pubblici(Sordida Babele)

 

Nella sordida Babele putrescente, un negro si filma l’uccello disgustoso menandoselo in un cesso pubblico, sorretto da sinfonie d’olezzo di piscio e peli di cazzo.

Poco più in là, all’aria aperta, una bionda baldracca dalle adipose natiche stropicciate fa jogging, vendendo tacitamente il suo culo allo sguardo di tutti, come fosse un suino ricoperto di mosche esposto al mercato.

Carne malata, eppure comprata, meglio la morte o questa vita infetta?

Insetti sconosciuti scavano nelle carogne, deponendovi larve pulsanti impazienti di diffondere il morbo.

Il sole grigio, ricoperto da nubi eterne, fomenta funghi mefitici dai tentacoli blu.

Un Dio deforme discende da piramidi interstellari ed estraendo un membro viscoso sguainato da aliene carni obese, eiacula sul sesso perduto d’una sacerdotessa umana, pronta a barattare le sorti del mondo con un tetro, inutile potere che ubriaca unicamente di boria.

Meglio la morte o l’agonia di tutto ciò che un tempo rifulgeva di bellezza?

Una scolopendra enorme, lunga più di un uomo adulto, se ne sta immobile sul muro di mattonelle dell’orinatoio, gustandosi l’umidità e il fetore indugiando cullata dal più incomprensibile e disagevole nulla.

Il negro nel cesso pubblico eiacula e scrive sulla parete bisunta la parola “Bitch ass”.

Le sue mani sono ancora imbrattate di sperma quando gli sparo un intero caricatore nel petto, nella testa e nel cazzo, spappolandolo, ho comprato una pistola a 100 euro da mano ai pakistani alla stazione, chissà quanti morti avrà già alle spalle questo attrezzo di morte.

Voglio ritardare la venuta del Dio deforme, allora sparo anche nelle natiche stropicciate di quella che fa jogging.

Oscuri serial Killer portano a volte il giusto nelle strade sudice di Babele venendo fraintesi e alcuni pakistani vendono pistole.

La stazione è il cuore pulsante dello squallore, il muro irto d’erbacce dai gialli fiori malevoli, il ventre del cane randagio disseminato di tumori, la discarica a cielo aperto, collezione di squallori, il luogo nefasto ove opera il pazzo Gran Garrota.

Davide Giannicolo